Berrettini–Wawrinka, quattro tie-break: «Le farfalle nello stomaco»
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Berrettini–Wawrinka, quattro tie-break: «Le farfalle nello stomaco»

Quattro ore e venti, quattro tie-break: Berrettini vince l'ultimo Wimbledon di Wawrinka, poi cade con Dimitrov al quinto. E indica la rotta: «A New York ci voglio andare».

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Tennis Post Redaktion

2 min read · 14 luglio 2026

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Foto: Foto: Wikimedia Commons

Wimbledon 2026 verrà ricordato per il bis di Jannik Sinner, ma il match che ha regalato le emozioni più pure al tennis italiano nella prima settimana porta la firma di Matteo Berrettini. Al primo turno il romano ha piegato Stan Wawrinka al termine di una maratona di 4 ore e 20 minuti: 6-7(7) 7-6(16) 7-6(7) 7-6(5). Quattro set, quattro tie-break, con un secondo parziale da romanzo chiuso soltanto sul 18-16.

L'ultimo ballo di Stan a Church Road

Dall'altra parte della rete non c'era un avversario qualsiasi. Per Wawrinka, 41 anni, quella era l'ultima partita a Wimbledon: un addio celebrato dal pubblico con una lunga ovazione, mentre i due si abbracciavano a rete. Lo svizzero ha lottato punto su punto fino all'ultimo quindici, senza mai concedere un set lontano dal tie-break, e ha lasciato l'erba londinese da protagonista.

Il punteggio, del resto, racconta da solo la serata: nessuno dei quattro set si è deciso prima del tie-break, e Berrettini ha dovuto rimontare dopo aver perso il primo. Il momento chiave è arrivato nel secondo parziale, quando il romano ha vinto un tie-break infinito per 18-16: da lì in avanti ha tenuto i nervi più saldi nei punti che contavano, chiudendo gli ultimi due set ancora al fotofinish, 9-7 e 7-5.

Per Berrettini, invece, quella vittoria valeva molto più di un passaggio di turno. «Queste partite sono il motivo per cui gioco ancora», ha detto il romano a caldo. E poi la frase che è diventata il titolo della sua quindicina: «Volevo tornare a sentire le farfalle nello stomaco». Parole che raccontano il suo momento meglio di qualsiasi statistica.

Fils superato, Dimitrov fatale al quinto

Al secondo turno Berrettini ha confermato le buone sensazioni eliminando in quattro set Arthur Fils, il ventenne francese tra i più attesi della nuova generazione. La corsa si è però fermata al terzo turno, ancora una volta al fotofinish: Grigor Dimitrov ha avuto la meglio in cinque set, spegnendo il sogno di una seconda settimana ai Championships.

«Fa male... ma sono consapevole di essere forte», ha commentato Matteo dopo la sconfitta. Nessun dramma, piuttosto la consapevolezza di un livello ritrovato: tre partite di altissima intensità sull'erba, la superficie che più di ogni altra somiglia al suo tennis fatto di servizio e dritto pesante.

Obiettivo dichiarato: New York

Il futuro immediato, però, è un'incognita. Secondo indiscrezioni non confermate ufficialmente, dopo Wimbledon a Berrettini sarebbero stati riscontrati problemi all'anca, con conseguente rinuncia ai tornei su terra di Gstaad e Kitzbühel per preservarsi in vista della stagione sul cemento americano.

La rotta, in ogni caso, l'ha indicata lui stesso nella sala stampa di Londra: «Quest'anno a New York ci voglio andare». Lo US Open è il traguardo dichiarato della seconda parte di stagione, e il Berrettini visto contro Wawrinka, Fils e Dimitrov ha dimostrato di avere ancora il tennis per giocarsela con chiunque. Le farfalle nello stomaco sono tornate: adesso l'obiettivo è portarle fino a Flushing Meadows.

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