Sabato 11 luglio la storia del tennis si è arricchita di una pagina inedita: quella tra Linda Nosková e Karolína Muchová è stata la prima finale femminile interamente ceca dell'era Open. A vincerla, 6-2 5-7 6-3, è stata la più giovane delle due: Nosková, testa di serie numero 9 del torneo di Wimbledon, al primo titolo Slam della carriera.
Cinque match point buttati, poi la freddezza
La finale ha vissuto su una sceneggiatura crudele. Avanti 6-2 5-2, Nosková si è procurata cinque match point: li ha mancati tutti. Muchová, con la classe che la contraddistingue, ha infilato il controparziale fino al 7-5 che ha riaperto tutto. A quel punto la ventunenne è uscita dal campo per ricomporsi, ed è rientrata trasformata: 6-3 nel set decisivo e braccia al cielo.
«Guardavo quello grande», ha raccontato poi Nosková a proposito del trofeo. «Mi sono detta: questo me lo prendo, a ogni costo». Detto, fatto. E alla connazionale ha riservato l'omaggio più bello: «Credo che oggi abbiamo fatto la storia».
La più giovane dopo Kvitová
I numeri certificano l'impresa: a 21 anni e 236 giorni, Nosková è la più giovane campionessa di Wimbledon dai tempi di Petra Kvitová nel 2011 — un'altra ceca, a chiudere il cerchio. Ed è la decima vincitrice diversa consecutiva sull'erba londinese: da dieci edizioni nessuna riesce a ripetersi ai Championships.
Il cammino verso il titolo non era stato meno drammatico della finale: al terzo turno Nosková ha annullato un match point a Sorana Cîrstea, poi negli ottavi ha eliminato Madison Keys 6-4 7-6(2), nei quarti Elise Mertens 6-3 7-5 e in semifinale ha piegato Marta Kostyuk 6-2 5-7 6-3, con lo stesso copione della finale: primo set dominato, secondo perso, terzo controllato.
Due ceche nell'élite del ranking
Il successo vale anche il premio più ricco della storia dei Championships: 3,6 milioni di sterline alla campionessa, 1,8 alla finalista, in un'edizione da 64,2 milioni complessivi di montepremi, il dieci per cento in più rispetto al 2025. Ma è la classifica a raccontare la vera rivoluzione.
Il lunedì successivo ha infatti ridisegnato il vertice mondiale. Muchová, che a Londra si è confermata giocatrice da grandi palcoscenici, sale al numero 6, best ranking dopo essere partita dalla nona posizione. Nosková fa ancora meglio in termini di balzo: dal 12 al 7, anche per lei miglior classifica della carriera. In vetta resta Aryna Sabalenka, nonostante l'eliminazione agli ottavi contro Naomi Osaka, mentre Iga Świątek, campionessa uscente fermata al terzo turno da Alexandra Eala, è scivolata fuori dalla top 5.
E la corsa alle WTA Finals racconta che non si tratta di un fuoco di paglia: nella Race, Muchová è quarta e Nosková settima. Il tennis ceco, che a Wimbledon ha piazzato entrambe le finaliste, si presenta così alla seconda metà di stagione con due giocatrici in piena corsa per le Finals. E il calendario offre subito una vetrina in casa: dal 20 al 26 luglio si gioca il WTA 250 di Praga, la settimana in cui il pubblico ceco potrà celebrare la finale che ha fatto la storia.
Tennis Post Redaktion
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