C'è un dato che racconta l'Italia del tennis del 2026 meglio di qualsiasi classifica: 5,8 milioni di spettatori unici in quattordici giorni. È il bilancio televisivo di Wimbledon su Sky e TV8, il più alto mai registrato nel nostro Paese per i Championships. Mai, prima di questa edizione, il torneo londinese era stato così seguito dal pubblico italiano.
Una finale da quasi campionato del mondo
Il picco, naturalmente, è arrivato domenica pomeriggio. La finale tra Jannik Sinner e Alexander Zverev — vinta dall'azzurro 6-7(7) 7-6(2) 6-3 6-4 in 3 ore e 46 minuti — ha tenuto incollati allo schermo 4,2 milioni di spettatori di media, pari al 33,8 per cento di share. Nei momenti decisivi, il picco ha toccato i 5,9 milioni con il 40,5 per cento: quattro televisori accesi su dieci, in un pomeriggio di piena estate, sintonizzati sull'erba di Church Road.
Sono numeri che nel tennis italiano non si erano semplicemente mai visti, e che consegnano al torneo del 2026 il titolo di Wimbledon più visto di sempre sulle reti italiane.
Il fenomeno Sinner, a casa
La spiegazione ha un nome e un cognome. Sinner non è più soltanto un campione: è un appuntamento nazionale. Il secondo titolo consecutivo a Wimbledon — il quinto Slam della carriera — lo ha trasformato definitivamente in un evento che travalica i confini dello sport, come certificano anche le prime pagine di lunedì: «Mitico» per la Gazzetta dello Sport, «Sua maestà» per Tuttosport.
E i numeri personali alimentano il racconto: con questa settimana l'altoatesino tocca quota 80 settimane da numero 1 del mondo, eguagliando Lleyton Hewitt al decimo posto di tutti i tempi. «Il secondo titolo qui è straordinario», ha detto alla premiazione, davanti a un Centre Court che ospitava anche il principe William, Jennifer Lopez e Nicole Kidman.
Non solo Jannik: due settimane di storie azzurre
Il record di ascolti, però, non si spiega con la sola finale. Per due settimane il torneo ha offerto al pubblico italiano una storia al giorno: la cavalcata di Flavio Cobolli fino al secondo quarto di finale consecutivo, valso l'ingresso in top 10; i quarti di Jasmine Paolini, migliore delle azzurre; la maratona di Matteo Berrettini contro Stan Wawrinka, quattro tie-break e 4 ore e 20 minuti di puro teatro al primo turno.
Un movimento intero, insomma, ha trovato casa nel palinsesto: chi ha acceso la TV per Sinner ha scoperto che dietro al numero 1 c'è una nazionale di storie da seguire.
La curiosità non si spegne con Church Road
La domanda, ora, è se questa onda televisiva accompagnerà anche il resto dell'estate. Le occasioni non mancano: il calendario propone subito la terra battuta europea, con Cobolli testa di serie numero 1 a Umago già in questa settimana, e all'orizzonte c'è lo swing americano che porta verso New York.
Quel che è certo è il punto di partenza: 5,8 milioni di italiani hanno vissuto Wimbledon davanti allo schermo, e il loro campione ha già fissato il prossimo obiettivo. La Race lo vede in testa con 1.410 punti di vantaggio su Zverev, con il posto alle ATP Finals di Torino — davanti al suo pubblico — già matematicamente al sicuro.
Tennis Post Redaktion
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