«Mitico», ha titolato la Gazzetta dello Sport. «Sua maestà», le ha fatto eco Tuttosport. Jannik Sinner ha concesso il bis a Wimbledon: domenica, sul Centre Court, il numero 1 del mondo ha piegato Alexander Zverev con il punteggio di 6-7(7) 7-6(2) 6-3 6-4 dopo 3 ore e 46 minuti, conquistando il secondo titolo consecutivo ai Championships e il quinto Slam della carriera.
Sinner diventa così il decimo uomo dell'era Open capace di difendere con successo il titolo di Wimbledon. Per Zverev, primo finalista tedesco sull'erba londinese da Boris Becker nel 1995, è invece la decima sconfitta consecutiva contro l'azzurro. In tribuna, tra gli altri, il principe William, Jennifer Lopez e Nicole Kidman.
Una finale ribaltata nei tie-break
Il primo set aveva premiato il tedesco al tie-break, chiuso 9-7 dopo un braccio di ferro punto a punto. La risposta di Sinner è stata da campione: 7-2 nel tie-break del secondo parziale, poi il progressivo dominio nel terzo e nel quarto, chiusi 6-3 e 6-4. Al vincitore un assegno da 3,6 milioni di sterline (1,8 al finalista), in un'edizione dal montepremi record di 64,2 milioni, il 10 per cento in più rispetto al 2025.
Dallo spavento Kecmanovic al capolavoro con Djokovic
Il cammino non era iniziato in discesa: al primo turno Kecmanovic lo aveva trascinato al quinto set (4-6 6-3 6-7(6) 6-2 6-3). Poi la marcia si è fatta trionfale: Borges liquidato 7-6 7-6 6-4 — con il sorpasso su Nicola Pietrangeli per il maggior numero di vittorie italiane nei tornei del Grande Slam — quindi Brooksby (6-4 6-3 6-4) e il giapponese Mochizuki, numero 151, superato 6-3 7-6 6-3.
Nei quarti è caduto Struff (7-5 7-6(4) 6-3), in semifinale il capolavoro: 6-4 6-4 6-4 a Novak Djokovic, con una sola palla break concessa e annullata. Il 39enne serbo, che in questa edizione aveva superato Federer arrivando a quota 107 vittorie a Wimbledon, non ha mai trovato il varco.
«Il secondo titolo qui è straordinario»
Alla premiazione, Sinner ha cercato subito lo sconfitto: «Voglio iniziare con Sascha, a Parigi hai ottenuto uno dei tuoi grandi obiettivi...». Poi il pensiero ai suoi: «Grazie al mio team, a mia madre, che è uscita un paio di volte». E infine la sintesi perfetta: «Il secondo titolo qui è straordinario».
Signorile la resa di Zverev: «Ho perso contro di te nove volte di fila… sei il miglior giocatore del mondo». In inglese, davanti alla stampa, il campione aveva aggiunto: «There's no better place honestly to play tennis... you never know how many times you can come back on Sunday». E ancora: «This one means a lot, because it was tough after Paris», un riferimento — volutamente vago — alla delusione parigina.
80 settimane da numero 1: come Hewitt. E Cahill resta
Con questa settimana Sinner tocca quota 80 da numero 1 del mondo, eguagliando Lleyton Hewitt al decimo posto della classifica di tutti i tempi. E si è risolta anche la «scommessa Cahill»: prima della finale, coach e allievo avevano concordato che, in caso di vittoria, sarebbe stato Sinner a decidere se l'australiano dovesse restare fino a fine 2026. «I'm a man of my word» («sono un uomo di parola»), ha detto Cahill: rimarrà almeno fino al termine della stagione, al fianco di Vagnozzi.
Intanto la Race parla chiaro: Sinner guida con 1.410 punti di vantaggio su Zverev, ed entrambi sono già qualificati per le ATP Finals di Torino.
Tennis Post Redaktion
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